sabato 2 agosto 2008

"Il paradiso degli orchi", Daniel Pennac


Il nuovo "Cristo", Benjamin Malaussène, di professione "capro espiatorio", capofamiglia di una famiglia assai stravagante, senza genitori, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "Zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "Zia" femmina super-sexy, ritratto del giornalismo alla "Actuel", una misteriosa guardia notturna serba e un cane epilettico.
Questi personaggi indagheranno su una serie di omicidi al Grande magazzino, dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima.
Un'altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti.
Degli orchi si può ridere o tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarlicon l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".
(trama di Stefano Benni, da me leggermente modificata).

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