venerdì 8 agosto 2008

"Signor Malaussène", Daniel Pennac


Ehi! Oh! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nella pancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!
E' Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia.
In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno - chissà chi?! - oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico. Come contorno, la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate...
Dalla profonda e ironica consapevolezza del male, che scorre lungo tutta l'opera di Pennac, deriva, anche in questo ultimo capitolo della storia dei Malaussène, la predilezione dell'autore per le creature fragili ed emarginate che, sole, possono salvare il mondo. Creature che trovano in Julie, Clara, Thérèse, Jeremy, il Piccolo, Verdun, E' Un Angelo, per tacere di tutti gli altri, una voce divertente, delicata e fantasiosa. Ormai classica.

domenica 3 agosto 2008

"La fata carabina", Daniel Pennac


Intenta ad attraversare la strada con tutta a circospezione dovuta all'età avanzata, una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38, prende la mira e fa secco un giovane commissario di polizia...
E' proprio attorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorellina di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno un avvenire diverso, vecchietti vittime e vecchietti assassini.
Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati aaccaniti consumatori di stupefacenti? E perchè se non li fa fuori la droga, vengono uccisi uno dopo l'altro con i sistemi più brutali?
A tutte queste domande risponderà ovviamente Benjamin, ritenuto come al solito in un primo momento il principale indiziato.

sabato 2 agosto 2008

"Il paradiso degli orchi", Daniel Pennac


Il nuovo "Cristo", Benjamin Malaussène, di professione "capro espiatorio", capofamiglia di una famiglia assai stravagante, senza genitori, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "Zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "Zia" femmina super-sexy, ritratto del giornalismo alla "Actuel", una misteriosa guardia notturna serba e un cane epilettico.
Questi personaggi indagheranno su una serie di omicidi al Grande magazzino, dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima.
Un'altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti.
Degli orchi si può ridere o tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarlicon l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".
(trama di Stefano Benni, da me leggermente modificata).